Due dei corvi leggendari della Torre di Londra, Jubilee e Munin
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I corvi della Torre di Londra: la leggenda che dice che se se ne vanno cade il regno

Tra le mura della Torre di Londra vivono, da generazioni, un gruppo di grandi corvi neri con un ruolo che va ben oltre quello di semplice presenza scenografica: secondo la leggenda, la loro permanenza è legata al destino stesso della monarchia britannica. È una delle curiosità meno raccontate dai concorrenti italiani su questo sito, ma tra le più affascinanti dell’intera visita.

La leggenda: se i corvi se ne vanno, il regno cade

Secondo la leggenda più nota, associata a Re Carlo II nel XVII secolo, se i corvi dovessero mai abbandonare la Torre di Londra, la fortezza cadrebbe e con essa il regno stesso. Che sia una tradizione autenticamente antica o una storia consolidatasi più tardi (gli storici discutono ancora sulla sua origine esatta), il risultato pratico è lo stesso da generazioni: la Torre mantiene sempre un numero minimo di corvi residenti, proprio per non correre il rischio, nemmeno simbolico, di verificare la leggenda.

È un esempio perfetto di come una tradizione, vera o inventata che sia nella sua origine storica precisa, possa comunque plasmare concretamente la gestione di un sito per secoli: oggi la cura dei corvi è un compito ufficiale e organizzato, non un vago folklore lasciato al caso.

Chi si prende cura dei corvi

I corvi della Torre sono accuditi da un custode dedicato, il Ravenmaster, un ruolo ricoperto da uno degli Yeoman Warder del sito. Il Ravenmaster si occupa dell’alimentazione quotidiana, della salute e del benessere degli uccelli, oltre a monitorarne il comportamento e a gestire l’eventuale introduzione di nuovi esemplari nel gruppo residente.

Ogni corvo ha un proprio nome individuale, e i visitatori che passano vicino alle loro aree del complesso possono spesso osservarli da vicino durante la giornata, mentre si muovono con la caratteristica andatura sicura di chi vive lì da sempre.

Perché non volano via

Una domanda pratica che si pongono spesso i visitatori: perché i corvi, animali perfettamente in grado di volare, non se ne vanno semplicemente? La gestione del loro benessere include un’attenzione specifica a mantenerli legati al sito, parte della cura quotidiana affidata al Ravenmaster. Al di là dei dettagli tecnici della loro gestione, il risultato visibile per il visitatore è che i corvi sono sempre presenti, in numero costante, in diverse aree del complesso.

Un simbolo più antico della monarchia stessa

I corvi sono presenti nella cultura e nel folklore britannico ben prima della leggenda specifica legata alla Torre, spesso associati a temi di protezione, presagio e memoria in diverse tradizioni popolari europee. Alla Torre di Londra, questo simbolismo più ampio si è fuso con la storia specifica del sito (una fortezza che è stata insieme residenza reale, prigione di stato e tesoro della Corona) diventando un elemento distintivo che pochi altri monumenti britannici possono vantare.

Due dei corvi leggendari della Torre di Londra, Jubilee e Munin
Foto: Colin, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons)

Dove vederli durante la visita

I corvi si muovono liberamente in diverse aree del complesso della Torre e non è raro incontrarli lungo i percorsi principali tra un edificio e l’altro, spesso vicino alle aree verdi interne. Non serve cercarli con impegno particolare: fanno parte del paesaggio quotidiano del sito tanto quanto la White Tower o le mura merlate, ed è comune che i visitatori si fermino spontaneamente a fotografarli durante il percorso.

Una curiosità che vale la visita

Per chi visita la Torre di Londra principalmente per la storia, i Gioielli della Corona o l’architettura medievale, i corvi restano spesso una sorpresa inaspettata: una tradizione viva, curata quotidianamente, che aggiunge un livello di racconto ulteriore a una visita già ricca di storia. È un dettaglio che vale la pena notare consapevolmente durante il percorso, invece di limitarsi a osservarli distrattamente come semplice presenza scenica.

Perché proprio i corvi, e non altri uccelli

I corvi hanno una lunga storia di associazioni simboliche nel folklore britannico ed europeo in generale, spesso legati a temi di intelligenza, memoria e presagio, non è un caso che siano proprio loro, tra tutte le specie possibili, i protagonisti di una leggenda legata al destino della monarchia. La loro intelligenza comportamentale, ben documentata dalla zoologia moderna, aggiunge peraltro una base concreta al fascino della leggenda: sono animali capaci di riconoscere volti e situazioni, un dettaglio che rende la loro presenza costante nel complesso tutt’altro che casuale dal punto di vista comportamentale.

Un dettaglio che i concorrenti italiani non raccontano

Nonostante sia una delle curiosità più fotografate e raccontate ai visitatori dal vivo dagli stessi Yeoman Warder, la leggenda dei corvi resta un tema poco approfondito nei contenuti italiani dedicati alla Torre di Londra: molte guide si limitano a una menzione di poche righe, senza entrare nel dettaglio del ruolo del Ravenmaster o della gestione quotidiana degli animali. È un gap che vale la pena colmare per chi vuole arrivare alla visita già consapevole di una delle tradizioni più originali dell’intero sito, invece di scoprirla per caso davanti a una gabbia durante il percorso.

Come inserire i corvi nel proprio itinerario di visita

Non serve modificare il percorso standard di visita per vedere i corvi: basta tenere gli occhi aperti mentre ci si sposta tra la White Tower, i Gioielli della Corona e le mura esterne, dato che gli uccelli si muovono liberamente in diverse aree del complesso durante tutto l’orario di apertura. Per chi vuole invece dedicare loro un momento specifico, le aree verdi interne vicino agli alloggi degli Yeoman Warder sono generalmente il punto in cui la loro presenza è più costante durante la giornata.

Chi visita con bambini troverà nei corvi uno dei punti di maggiore interesse spontaneo del percorso: sono animali di grandi dimensioni, ben visibili anche a distanza, e la leggenda legata al loro ruolo protettivo si presta particolarmente bene a essere raccontata durante la visita come una piccola storia a sé, complementare rispetto ai contenuti più solenni su Gioielli della Corona e storia carceraria.

Anche chi ha poco tempo a disposizione e non può dedicare più di un’ora alla visita difficilmente mancherà di incontrarli: la loro presenza costante nelle aree centrali del complesso li rende, di fatto, uno degli elementi più garantiti dell’intera esperienza, a differenza di eventi più rari o legati a orari specifici come la Cerimonia delle Chiavi.

È forse proprio questa costanza, insieme alla leggenda che li accompagna, a rendere i corvi uno dei ricordi più duraturi lasciati da una visita alla Torre di Londra, ben oltre il tempo effettivo che si dedica loro durante il percorso.

Vista aerea della Torre di Londra e del complesso fortificato
Ingresso alla Torre
Visita la Torre di Londra e incontra i suoi corvi
da 43,32 €IngressoPrezzo di partenza
  • Gioielli della Corona e White Tower inclusi
  • I corvi residenti visibili lungo il percorso
  • Armerie Reali e Medieval Palace
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Domande frequenti sui corvi della Torre

Secondo la leggenda, associata a Re Carlo II nel XVII secolo, la Torre cadrebbe e con essa il regno. Per questo la Torre mantiene sempre un numero minimo di corvi residenti.

Un custode dedicato, il Ravenmaster, un ruolo ricoperto da uno degli Yeoman Warder del sito.

Sì, ogni corvo residente ha un proprio nome individuale.

Si muovono liberamente in diverse aree del complesso, spesso vicino alle aree verdi interne, ed è comune incontrarli lungo i percorsi principali.

La leggenda più nota è associata a Re Carlo II nel XVII secolo; gli storici discutono ancora sulla sua origine esatta.

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Giorno di chiusuraNessuno fisso (chiusa 24-26 dic e 1 gen)
Dove si trovaTower Hill, Londra
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